Un po' di storia

From farmers to excellent hoteliers

Tutto iniziò al principio del XIX secolo quando il nonno Alfredo I acquistò una casa colonica con stalla e la trasformò in una trattoria con alcune camere da affittare per gli agenti di commercio di passaggio in Val di Sole per lavoro.

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L’Hotel Sporting è gestito dalla famiglia Ravelli dal 1991, quando Bruno e Gina Ravelli decisero di comprare un secondo albergo per il figlio Alfredo II che, dopo esperienze di studio e lavorative in Italia e all'estero, era pronto per iniziare la sua esperienza di albergatore.

Nel '96 Alfredo II sposa Cinzia la quale decide di affiancare il marito in questa attività occupandosi della parte contabile e di tutta la gestione della "casa". Sempre nello stesso anno incomincia un’importantissimo ampliamento dell'Hotel Ravelli che nel luglio '97 diventa Hotel Palace Ravelli****. A settembre dello stesso anno nasce Alessio Ravelli (quarta generazione) con grande soddisfazione soprattutto della nonna Caterina che vede il proseguimento della generazione.

Purtroppo però alla bella notizia segue una grossa perdita, poichè Bruno viene a mancare a seguito di una breve malattia. Purtroppo non riesce a vedere i risultati di tutti i sacrifici fatti per ampliare l'albergo. A questo punto Alfredo II decide di prendersi cura del Palace mentre Cinzia resta ad occuparsi dello Sporting. Le attività restano ad Alfredo e Cinzia che, con l'aiuto della mamma Gina e la supervisione della nonna Caterina, continuano a mandare avanti i due alberghi.

Come potrete constatare di persona lo fanno alla grande sia nella cura delle strutture, sia nell'accoglienza e cortesia riservate ai clienti, perchè per loro la gestione della lora attività non è solo un lavoro, ma una passione.

Una passione iniziata nel 1800

All'inizio del XIX secolo il turismo in Val di Sole non era ancora nato, ma l'attività era basata più che altro sulla ristorazione rivolta agli agenti di commercio di passaggio nella valle per lavoro.

Naturalmente l'attività di ristorazione non era sufficiente per soppravvivere, allora il nonno Alfredo I decise di mantenere anche l'attività di azienda agricola con l'allevamento di bestiame quali maiali, cavalli e mucche.

Inoltre, affianco al ristorante, si svolgevano anche altre due attività commerciali quali un negozio di alimentari e una merceria (vendita di bottoni, tessuti etc).

Nel 1951 Alfredo I morì e nonna Caterina continuò l'attività con non poche difficoltà e sacrifici, anche perchè si trovò sola a dover anche accudire quattro figli (Bruno, Rita, Anita e Adriana).

Negli anni '60 si iniziò a sviluppare il turismo estivo con l'arrivo di alcuni villeggianti (i Siori) provenienti soprattutto dalle regioni Lombardia ed Emilia Romagna, che venivano in montagna per escursioni e ritrovarsi tutti gli anni in compagnia (i clienti erano sempre gli stessi di anno in anno) per delle partite a bocce, serate con musica al pianoforte e scampagnate. Quindi crebbe l'attività alberghiera e si decise di abbandonare quella dell'agricoltura.

In questi anni Bruno, il figlio maggiore, iniziò a gestire l'azienda insieme alla mamma Caterina, e con l'aumento della domanda del turismo, decisero di ampliare e migliorare la struttura. Nel '65 Bruno si sposò con Gina che affiancò il marito nell'attività con la sua presenza fissa in cucina e si prendeva cura della "casa". Dalla loro unione nacquero Erica, Roberta e Alfredo II.

Agli inizi degli anni '70 le tre figlie di Caterina si sposarono e l'azienda venne portata avanti da Bruno. Negli stessi anni nacque la stazione sciistica di Marilleva, e iniziò così anche il turismo invernale. Da questo momento le attività commerciali vennero chiuse e tutte le forze si concentrarono nella crescita dell'attività alberghiera. Con l'aumento del turismo e quindi del giro d'affari, Bruno e Gina,  sempre col supporto della nonna Caterina, continuarono ad investire nelle migliorie della struttura.

 

 

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